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2004-07-12 - 7:28 p.m. Carissimi,
Il mio diario personale Vi voglio raccontare un periodo della mia vita (dal 1995 al 2003), periodo in cui sono passata attraverso varie vicissitudini che mi hanno cambiato la vita e forse anche il modo di vederla, di viverla. Mi chiamo Rossella Usai, e abito a Viareggio (ITALY) , ridente cittadina balneare, rallegrata non solo a carnevale, ma tutto l'anno dal sole, dal mare, e dalla simpatia degli abitanti. Mi piacerebbe invitarvi a prendere un the a casa mia, sfogliare con voi il mio diario dei ricordi, raccontarvi la "mia piccola storia", fatta di sogni, di fantasia ma anche di concreta realta. Per incominciare, vi direi che l'ago e il filo, sono sempre stati i veri protagonisti della "mia storia". Sono stati nelle mani di mia nonna, abile ricamatrice e magliaia, sono stati nelle mani di mia zia, che confezionava persino abiti da sposa, ma nelle mie mani, sono giunti quando avevo 31 anni. Come giunsero a me, fu un fatto del tutto casuale, ma capitarono in un periodo in cui, pur essendo appagata dalla vita di mamma e moglie a tempo pieno, sentivo la necessita di avere uno spazio per me, un "qualcosa" in cui avrei potuto esprimermi e realizzarmi. Un giorno, gironzolando in un tipico mercatino d'antiquariato di Lucca, insieme a mia figlia Sara, che allora aveva 7 anni, si vide un vecchio libro di cucito, dall'apparenza banale, ma d'istinto fini nelle mie mani. Quasi alle ultime pagine, fece capolino, una curiosa bambola di pezza. L'idea mi allettava e nei giorni successivi incominciai il lavoro, e quando la bambola fu finita la consegnai con gioia a mia figlia. Successivamente rimasi stupita nel notare che questo "giocattolo fatto a mano", a differenza degli altri, non l'annoiava e anzi era diventato il preferito. Fu come scoprire un lato nascosto che era in me, un mondo di fantasia, che forse da tempo aspettava di venire fuori. Scrissi lettere a tutte le redazioni delle riviste di creativita e allegai le foto delle mie bambole che avevo disegnato e realizzato, proponendole come "lezioni di un corso per imparare". L'idea parve interessare, e dal 1995 in poi, ebbi diverse segnalazioni, circa i miei corsi, e vidi con gioia le foto dei miei "bimbi" e delle mie "fanciulle" fare capolino dalle pagine delle riviste. Spronata da questo primo successo, decisi di fare qualcosa di piu. Fu cosi che mi dedicai, con entusiasmo, ad apprendere nuove tecniche, nuovi stili, e spesso, facevo "nottata" per imparare. Nacque la mia prima vera collezione, con lo stile che io avevo pensato per loro: le mie, non sarebbero state "comuni bambole di pezza" ma qualcosa in piu. Detti vita alla mia "Nursery Baby Life", e all'interno di essa, i miei bebe erano impegnati nelle attivita tipiche dei bambini veri: c'era chi piangeva e chi rideva, (anche con suono vero); chi si stropicciava gli occhi e chi tirava i capelli ad un'altro; chi dormiva pacifico e chi giocava. Naturalmente ad "accudire" le mie bambole bebe, c'erano anche delle romantiche fanciulle, con vari stili di abitini, ma tutte con un'aria ingenua e sognante. Successivamente, mi organizzai nei dettagli per insegnare le tecniche che avevo appreso e preparai cartamodelli, scrissi dispense istruzioni, imparai, poco alla volta, a fare i disegni con i passaggi dell'ago, per facilitare l'apprendimento delle tecniche che proponevo, cominciai a confezionare i miei primi Kit, curando la scelta dei materiali (rigorosamente Americani) e preparai corpi gia cuciti, (da imbottire - vari modelli), occhi (in confezioni di vario tipo), parrucche, che tagliavo, cucivo e curavo nei dettagli ecc. Ebbi poi l'idea di rendere molto particolari i miei Kits e ripresi in videocassetta ogni corso (6 livelli di difficolta): Taglio, cucito, imbottitura, capelli, espressione del volto, vestiti, suggerimenti, ecc. Divenne la mia "Scuola in videocassetta", e con i miei Instructional Video & Kit, portavo a casa delle interessate il mio mondo di fantasia, invogliandole ad apprendere con divertimento. (Depositato presso la Societa Autori ed Editori di Firenze). Fu l'inizio di un'attivita vera e propria, e da una passione nata per divertire mia figlia, creai una ditta, un programma di specializzazione per diventare "Creatrice di bambole", corsi per corrispondenza con tanto di videocassetta ed una Collezione con 40 modelli diversi. Da mamma e casalinga, in quell'anno, ho condotto vita da imprenditrice e ho viaggiato molto per promuovere la mia attivita. Ebbi poi l'idea di creare una nuova collezione di bambole. L'idea mi venne come un flash, ma ad ispirarmi furono i miei figli. Semplicemente li ricordai appena nati, i primi passi, i primi capricci (e chi se le scorda quelle bizze?), le prime emozioni... Poi continuai ad immaginarli con la fantasia in tutte le altre fasi della vita. Nacque così una collezione insolita. La collezione incominciava con due teneri bebè, i miei figli, e li realizzai cercando di rispecchiare il più possibile le loro reali caratteristiche fisiche. La collezione proseguiva poi, come se i bebè di stoffa fossero davvero cresciuti,rispecchiando caratteristiche fisiche e i mutamenti della crescita: primi passi, primi capricci, prime emozioni, gli adolescenti, gli sposi ed i vecchietti. L'idea piacque, e all'inizio del 2000 mi misi seriamente al lavoro per preparare istruzioni dettagliate, cartamodelli, diagrammi, perchè il libro potesse essere pronto per il mese di Maggio. E così fu: il libro venne presentato per la prima volta a Modena (Maggio 2000) alla Fiera "INCONTRI", e domenica 14 ero presente anche io, con tutte le bambole. La foto è tratta dal libro che venne pubblicato. Oggi tutte le mie creazioni, le mie proposte creative, e tanto altro sulla creatività, le trovatenel mio sito: In esso risiedono i miei sogni, alloggia il mio lavoro di tanti anni, ore e nottate spese a tirare fuori qualcosa che c'era gia dentro di me: le collezioni "Baby Life", "Anche le bambole crescono", "Costruiamo una favola", i miei pupazzi... E il lato creativo? E' sempre presente, e i sogni sono ancora quelli di una volta, ho sempre un'idea nella testa, e quasi una sindrome. Ancora ho voglia di fare e di inventare qualche cosa, ma non qualcosa di banale, qualcosa di speciale, come ho sempre cercato di fare. Ci sono riuscita? Rossella Usai
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